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Nasce il feliciometro, per misurare gioia degli studenti in classe

A Milano nasce il feliciometro, per monitorare le emozioni degli studenti in classe. Quando si pensa alla scuola, magari tornando con la mente ai propri anni passati tra i banchi, non sempre si vanno ad evocare ricordi particolarmente felici. A molti bambini non piace andare a scuola e senza dubbio vivere l’aula come un luogo noioso o magari perfino triste non aiuta affatto nell’apprendimento.

Alcuni insegnanti di una scuola primaria di Milano, consapevoli di quanto un ambiente positivo in classe sia un ingrediente molto importante anche da un punto di vista squisitamente formativo, si sono ingegnati e hanno inventato un sistema per misurare il livello di felicità dei loro alunni, subito battezzato come “feliciometro”.

Come funziona questo particolare strumento? Si tratta di un semplicissimo cartellone, che è stato appeso nell’atrio della scuola e sul quale gli insegnanti hanno disegnato delle faccine con quattro differenti espressioni, dalla più triste alla più felice. Hanno posto poi sotto alle faccine dei contenitori all’interno dei quali i bambini devono inserire ogni giorno i loro voti. Il sistema ricorda un po’ quello adottato da vari negozi per misurare il livello di soddisfazione del cliente, ma si basa sui risultati di numerose ricerche scientifiche internazionali che hanno ampiamente dimostrato come il rendimento scolastico dei bambini migliori se si lavora in un ambiente confortevole e possibilmente anche gioioso.

Il diritto alla felicità è presente nella costituzione americana e dovrebbe essere assicurato a chiunque, in particolare proprio ai più piccoli. Chi pensa alla scuola difficilmente la identifica come portatrice di felicità, ma quantomeno si deve lavorare per renderla un ambiente sereno ed accogliente, così facendo ci si predispone meglio all’apprendimento.

Il “feliciometro” è in grado di motivare i ragazzi e di renderli più partecipativi alla vita della scuola e per spiegare loro con un linguaggio comprensibile l’intento dell’iniziativa a Milano s’è anche realizzato un video che insegna come riconoscere e gestire le proprie emozioni.

L’obiettivo del “feliciometro” non è però solo misurare il livello di felicità degli alunni, ma bensì quello ben più complesso e profondo di avviare una riflessione, ampia e partecipata, sulla scuola di oggi, intesa anche come luogo di accoglienza e inclusione, anche di diverse culture, storie personali, religioni e senibilità. Se la scuola diventa un ambiente piacevole nel quale non solo imparare, ma vivere e relazionarsi possiamo aspirare ad un futuro migliore, con adulti maggiormente felici e capaci di riconoscere e gestire le loro emozioni, senza mai doverle reprimere o averne paura.

Un’iniziativa come quella del “feliciometro” ha fatto notizia e questo la dice lunga su quanto lavoro ci sia ancora da fare nelle scuole italiane. La felicità degli alunni dovrebbe sempre essere una preoccupazione per i docenti, così come per i genitori.

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Lorenzo

Laureato in Beni Culturali, appassionato di scrittura e web, interessato alle tematiche della formazione.

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