Il ritorno dell'insegnante unico. Una strategia vincente

Il ritorno dell’insegnante unico. Una strategia vincente?

Il ritorno all’insegnante unico: è una scelta giusta?
Nell’ultimo periodo si parla sempre più spesso del ritorno del maestro unico nella scuola elementare. Una scelta, quella del Governo, per niente popolare… anzi! Si tratta di un provvedimento che lancia numerose domande e tanti dubbi. La scelta è così spiazzante da lasciare a bocca aperta chiunque: dalle maestre stesse, passando per i genitori e per finire con gli alunni. Un provvedimento strutturale, questo, uno dei primi davvero profondi e in grado d’incidere in maniera significativa nella concezione stessa della scuola.

Il ritorno dell’insegnante unico sarà una riforma infinita?
Tra le diverse critiche mosse al progetto ne spicca una davvero particolare. Visto l’andamento, difatti, si crede che il famigerato provvedimento che riguarda il ritorno dell’insegnate unico a scuola impiegherà moltissimo tempo per venire attuato. La struttura, difatti, deve adattarsi a un meccanismo che in Italia è sì, già usato in passato, ma ormai completamente dimenticato.
Le giustificazioni di una simile critica sono le più varie, dall’impossibilità di attuare il ritorno fino al fatto che, attualmente, è completamente privo di senso. Anche perchè, volente o nolente, oggigiorno la scuola elementare italiana è senz’altro quella più efficiente nell’interno sistema educativo nazionale, come dimostrano i giudizi internazionali a suo carico e la soddisfazione dei genitori.

Le ragioni del provvedimento: quali sono?
Al di là di tutte le giustificazioni a cui si cerca di dare una velleità pedagogica, per così dire, appare chiaro che il motivo è uno solo: IL RISPARMIO E LA RIDUZIONE DEGLI SPRECHI. Le difficoltà economiche, del resto, hanno colpito il sistema scolastico fino alle radici e vanno superate.
I tagli al fine del risparmio riguardano ciò che si considera meno rilevante e importante, quasi superfluo: il numero degli insegnati in grado di gestire una classe.
Grazie alla riforma si è in grado di eliminare gli sprechi, eppure in contempo si mettono in dubbio le fondamenta pedagogiche della scuola stessa. Un rischio, certo, quasi un azzardo… Eppure è una soluzione di cui quasi non si può fare a meno se si punta al progresso, all’evoluzione e al miglioramento costante, oltre che al risparmio. Perchè la scuola, come nessun’altra istituzione, deve sempre essere autocritica, mettere in dubbio le proprie fondamenta per progredire.

Il nuovo sistema
Grazie al ritorno del sistema unico ogni insegnante avrà una propria classe.
Gli alunni, quindi, non dovranno più fare la conoscenza di tantissimi insegnanti, ma potranno limitarsi a uno solo. Il che è positivo considerando che tra l’insegnante unico e la sua classe si crea un rapporto più profondo, quasi speciale, in grado di migliorare la vita degli alunni sia nella scuola che al di fuori della stessa.
Grazie all’implementazione della nuova strategia anche i genitori avranno vita più facile, in quanto non dovranno più comunicare con tutte le maestre della scuola elementare, ma limitarsi soltanto a una. Si crea così un rapporto tra la scuola e i genitori più profondo e la didattica ne risente certamente.
Le classi, poi, stanno diventando sempre più multiculturali e variegate. L’insegnante unico, quindi, potrà fare in modo da creare un luogo di pacifica accoglienza, gestendo tutti i bambini durante tutto l’arco dei 5 anni di studio.

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